Robot, il coinquilino del futuro, con cui entrare in sintonia


Un robot che adegua il proprio comportamento alla persona che ha di fronte, non è più fantascienza ma realtà. E già assiste persone con particolari necessità, come i malati di Alzheimer.

Occhioni neri che ti fissano innocenti, sorriso simpatico che mette allegria, una voce dal tono cordiale.
Il suo compito è quello di far compagnia alle persone, di entrare in sintonia con loro e controllare che tutto proceda per il meglio.
È il robot realizzato dai ricercatori dell’Università Federico II di Napoli, il “coinquilino“ del futuro, colui che sorveglierà con discrezione la nostra vita, salute compresa, che ci farà compagnia nelle serate di solitudine, senza essere invadente, che ci ricorderà di prendere le medicine e ci inviterà a chiedere aiuto se riscontra nel nostro comportamento qualche anomalia.
Questo umanoide – che è il perfezionamento di Pepper, un robot giapponese – a partire da febbraio è entrato nelle case di 40 pazienti, in parte affetti dal morbo di Alzheimer, e presta loro assistenza ma con un’abilità in più. Si sta studiando, infatti, la possibilità di “adeguare il suo comportamento a chi gli sta di fronte” adattandolo a particolari esigenze.
E ciò è tanto più importante se si tratta di pazienti che necessitano di un’assistenza complessa.

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