Melbourne: vivere a testa in giù!


Capitale dello stato di Victoria, cosmopolita, crocevia di culture e religioni Melbourne è la seconda città australiana per dimensioni dopo Sydney e tra le più vivibili del pianeta

«Melbourne si estende su un’area immensa. È una città maestosa tanto dal punto di vista architettonico quanto per le sue dimensioni. Dispone di un elaborato sistema tramviario; dispone di musei,  scuole, giardini pubblici, elettricità, gas, biblioteche, teatri, centri minerari, centri per le arti e le scienze, navi, ferrovie, un porto, club ricreativi, e tante chiese e banche. In una parola, essa possiede tutto ciò di cui necessita la moderna metropoli. È la città più grande dell’Astralasia, e occupa il posto con onore e autorità».

Uno spot pubblicitario? Non proprio… È la descrizione che Mark Twain fece della città nel suo Seguendo l’Equatore. In viaggio intorno al mondo, pubblicato nel 1897, nel quale offriva uno spaccato del mondo coloniale dell’epoca, e riconosceva la “maestosità” di questa città.

È trascorso oltre un secolo d’allora, ma l’immagine che Melbourne offre di sé oggi non è dissimile da quella che colpì lo scrittore americano: elegante, colta, vivace, moderna, ma anche una città che grazie all’attenzione alla qualità dei servizi unita al basso livello di criminalità viene considerata la più vivibile del pianeta. Una palma assegnatale recentemente dall’Economist Intelligence Unit, che in base a specifici parametri (tutela ambientale, attività culturali, sistema sanitario, infrastrutture, sistema educativo) l’ha innalzata al top della classifica.

Cosmopolita e intellettuale

Capitale dello stato di Victoria, cosmopolita, crocevia di culture e religioni Melbourne è la seconda città australiana per dimensioni dopo Sydney, e quella in cui la presenza italiana è più nutrita: ben 1 milione e 200 mila (già alla terza generazione) dei suoi 4milioni di abitanti provengono dal nostro Paese.

Pur essendo una moderna metropoli ha comunque conservato la tranquillità e il vivere bene dei piccoli centri: qui tutto è slow, la vita scorre lentamente, la frenesia è bandita dalla quotidianità. Ma è un errore credere che sia una città sonnolenta; cultura e mondanità la fanno da padrone, così come divertimento e creatività. Ristoranti, caffè, pub, locali notturni, boutique, librerie, musei e gallerie d’arte, mercati multietnici persino il casinò più grande del Paese, animano i quartieri ad ogni ora del giorno e della notte. Eventi artistici, culturali e sportivi le regalano quel tocco di intellettualità che la rendono più simile alle metropoli occidentali di ogni altra città australiana.

Non solo: per la sua eleganza (non per nulla Melbourne è considerata la Fashion Capital australiana) dal 21 Luglio 2004 è gemellata con Milano. Collins street, “la 5° strada Australiana”, con i suoi negozi di stilisti, ovviamente tutti italiani, e con il nuovissimo negozio “Tiffany” in bella mostra, ne è il cuore.

Avanguardia, modernità e fascino antico

Melbourne miscela sapientemente il fascino dell’era vittoriana con la modernità e l’avanguardia architettonica del XXI secolo.

Il Royal Exhibition Building, del 1880, ha ospitato la prima seduta del primo Parlamento australiano, nel 1901. L’edificio si trova all’interno dei Carlton Gardens e con essi è stato designato dall’Unesco, patrimonio dell’umanità. Al suo fianco il Melbourne Museum, sei piani di tecnologia d’avanguardia; tra i suoi spazi il Bunjilaka Aboriginal Center, dedicato alla cultura aborigena e la Forest Gallery con 8.000 alberi di 120 specie.

Queen Victoria Market è un’altra istituzione. Nato nel 1866 come mercato della carne ancora oggi è meta di turisti e non. Frutta e verdura, ma anche carne, pesce, gastronomia proveniente da ogni parte d’Australia a prezzi competitivi fanno bella mostra su decine di banchi. Frequentatissimo anche il settore non alimentare dove è possibile trovare prodotti artigianali aborigeni.

Presso i Fitzroy Gardens si trova il Cook’s Cottage, la casa del capitano James Cook (nella quale in realtà non ha mai abitato). Realizzata in Inghilterra nella metà del ‘700 è stata smontata e ricostruita qui nel 1934, per festeggiare i cento anni della fondazione della città.

Altro simbolo di “antica modernità” è Flinders Street Station, la prima stazione ferroviaria del continente e ancor oggi snodo ferroviario metropolitano della città. In arenaria color miele, ha la facciata costellata di orologi tanto che “under the clocks” è diventato il punto di ritrovo privilegiato da decenni.

Di fronte alla stazione, un’altra delle mete turistiche più frequentate: Federation Square, sede di importanti eventi culturali nazionali e internazionali (oltre duemila l’anno), sfilate di moda, conferenze e concerti. Ma anche ristoranti, bar, negozi, agenzie turistiche. Federation Square Complex, una mirabile alchimia di vetro, zinco, arenaria, e acciaio ospita, tra gli altri, l’Australian Centre for the Moving Image dedicato all’arte visiva (cinema, televisione, digitale) con rassegne di film e festival cinematografici; Ian Potter Centre, dedicato all’arte australiana; l’Ngv Kids Center, nel quale programmi appositamente studiati stimolano la creatività dei bambini.

Ma se si desidera “abbracciare” la città in un colpo solo, non c’è niente di meglio che salire sull’Eureka Tower.

91 piani distribuiti in 300 metri di altezza è il grattacielo più alto al di sotto dell’Equatore.

Deve il suo nome ad una vicenda storica conosciuta come Eureka stockade, la rivolta dei minatori avvenuta il 3 dicembre 1854, e finita tragicamente. Anche l’architettura di questo magnifico grattacielo richiama quell’evento: l’oro che riveste gli ultimi dieci piani simboleggia la febbre dell’oro dell’epoca, la striscia rossa il sangue versato durante quella battaglia, il colore blu e le strisce bianche la bandiera.

All’88° piano, un’emozione ancora più forte: The Edge. È un cubo sporgente di vetro opaco che, premendo un pulsante, diventa trasparente. Sospesi lassù, si può osservare Melbourne a 360°: monumenti, parchi, grattacieli, il fiume Yarra che l’attraversa tortuoso dividendola in due… la vita che scorre lenta, il passato che si mescola al futuro… Lo sguardo arriva fino alle montagne di Dandenong Ranges e alla baia di Port Phillip, e abbraccia questa città che all’interno dei suoi meravigliosi Giardini Botanici nasconde Shrine of Rimembrance, il santuario ai caduti di tutte le guerre, un’icona nascosta della storia australiana, che con le celebrazioni del 25 Aprile e dell’11 Novembre rende omaggio ai ragazzi “caduti” per il mantenimento della pace nel mondo (l’Australia, essendo paese del Commowealth, è coinvolta in tutte le odierne spedizioni militari soprattutto nel Medio Oriente ).

Diceva Mark Twain: «Melbourne una città maestosa (…) e occupa il posto con onore e autorità».

Come dargli torto?

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Così è stata definita la corsa ippica più entusiasmante al mondo, seguita da 700 milioni di persone in 120 Paesi

 

 

 

 

 

 

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