Melbourne Cup: la gara che ferma una Nazione


Così è stata definita la corsa ippica più entusiasmante al mondo, seguita da 700 milioni di persone in 120 Paesi

Probabilmente, nessuno immaginava che quella gara, nata quasi per caso, sarebbe diventata l’emblema di una Nazione; tanto meno lo credeva il comitato promotore, che nel 1861 decise di dar vita alla Melbourne Cup. Era il periodo della “corsa all’oro”, gli anni in cui in migliaia “invasero” Melbourne, Ballarat e Bendigo nella speranza di trovare le pepite che avrebbero cambiato per sempre la loro esistenza.
A quella prima edizione della Cup, assistette un buon numero di spettatori: quattromila. Ma già nel 1880 si salì a 100.000 persone! Impressionante, se si pensa che il totale della popolazione di Melbourne, all’epoca, era di 290.000 anime.
All’ippodromo di Flemington arrivarono da ogni parte d’Australia per veder correre i migliori purosangue. Ne rimase incantato persino Mark Twain, che nel suo Seguendo l’equatore scrisse: «Sul prato c’era a malapena spazio in piedi. (…) La collina era semplicemente una massa di esseri umani».
Ad oltre 150 anni dalla prima edizione, il fascino della Melbourne Cup resta invariato.
La più famosa delle quattro corse che si disputano durante il Melbourne Carnival – una settimana di sport, ma anche di moda, spettacoli, divertimento – l’Emirates Melbourne Cup Day (così si chiama oggi, in virtù dello sponsor di maggioranza), continua ad essere l’avvenimento che unisce celebrità e gente comune in una magia che non ha eguali.
La gara che ferma una Nazione, non è soltanto una corsa di purosangue ma un evento sociale e culturale che svolge un ruolo significativo nell’identità nazionale australiana.
Il primo martedì di novembre – festa nazionale – la frenesia invade il Paese: tutti indossano l’abito migliore, che deve essere elegante e avere anche un tocco di originalità. Un diktat che riguarda in particolare le signore, che insieme ai cappellini stravaganti sfoggiano tanta autoironia.

Chi può si reca al Flemington, gli altri restano incollati alla tv, che trasmette la corsa in 120 Paesi.
Pare che l’80% degli australiani scommetta almeno qualche dollaro.
Esperti? No, l’importante è partecipare e sperare nella fortuna. E così, alle 15.00 in punto, tutti fermi: “Si parte!”.

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