Lo scioglimento dei ghiacci ha come conseguenza la scomparsa dell’habitat dell’orso bianco e delle risorse necessarie alla sua sopravvivenza.  Gli esperti affermano che entro i prossimi 35 anni, rischiamo di perdere il 30% degli esemplari di questa specie.

Se ne contano tra i 22.000 e 31.000 individui, il 60% dei quali si trova in Canada. Sono gli orsi polari, una specie minacciata dai cambiamenti climatici che, determinando lo scioglimento dei ghiacci polari, ha come conseguenza la scomparsa dell’habitat idoneo alla vita di questo animale e delle risorse necessarie alla sua sopravvivenza.

Ma il rischio estinzione per questa specie, non deriva solo dal cambiamento climatico ma anche dai possibili conflitti tra fauna selvatica e uomo. Gli animali, infatti, cercano nuove risorse per adattarsi alla rapida diminuzione degli habitat, e spesso le risorse più facili da trovare sono negli insediamenti umani.

Capita sempre più spesso, quindi, che gli orsi si avvicinino ai centri abitati proprio per cercare cibo di facile accesso perché le banchise polari si stanno assottigliando e gli orsi non riescono più a cacciare foche per nutrirsi.

Il periodo più importante per l’alimentazione degli orsi polari è la stagione estiva, quando devono mangiare grandi quantità di grasso di foca, accumulando le riserve per i mesi più freddi e difficili. Il riscaldamento del pianeta sta portando a una drammatica riduzione dei ghiacci marini estivi, riducendo l’habitat di caccia della specie. Se il riscaldamento del pianeta continuerà a questa velocità già nel 2040 per l’orso polare potrebbe non esserci più ghiaccio marino estivo.

Nel 2007 sono stati registrati nove conflitti fra orsi e uomini in Groenlandia, mentre tra agosto e dicembre 2017 ce ne sono stati 21 solo nella cittadina di  Ittoqqortoormiit. Eventi del genere sono accaduti ripetutamente anche in Alaska, Canada, Norvegia e Russia.

«Si devono trovare soluzioni pacifiche alla presenza di orsi vicino agli insediamenti umani, lasciando l’abbattimento solo ai casi estremi di difesa personale – spiega Isabella Pratesi, direttore conservazione del Wwf Italia -. Le soluzioni possono essere la messa in sicurezza delle risorse di facile accesso, come rifiuti organici che attirano gli orsi, e lo sviluppo di tecniche di dissuasione nei casi specifici di orsi che frequentano assiduamente i luoghi abitati».
In Groenlandia il Wwf sta lavorando per rendere i villaggi abitati meno attraenti per gli orsi, attirati soprattutto dal cibo. Nella discarica di Ittoqqortoormiit, per esempio, sono stati attivati sensori termici e a infrarossi che rilevano la presenza di diverse specie (si riesce a distinguere i cani dagli orsi) e inviano avvisi al cellulare di uno dei membri della pattuglia.

Informazione e comunicazione, ricerca, sviluppo tecniche di prevenzione innovative e di dissuasione sono alcuni elementi fondamentali per vincere la sfida della convivenza, senza dimenticare che l’avvicinarsi degli orsi polari all’uomo è causato in primis dallo scioglimento della banchisa.
Per assicurare un futuro all’orso, quindi, è necessario prima di tutto lottare contro i cambiamenti climatici, puntando sulle fonti rinnovabili e tagliando drasticamente le emissioni di CO2, responsabili del riscaldamento globale.

Previous Andare in pensione? Il più tardi possibile
Next Sono sempre più i "boomers" che acquistano in rete

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *